Agenda Digitale per l’Italia, Smart City e non solo – Annamaria Di Ruscio, Partner e Direttore Generale NetConsulting

gen 25, 2012 No Comments by admin

Due degli argomenti citati nella precedente nota, meritano un particolare approfondimento per le ricadute ampie che potranno avere se davvero saranno concretizzate: la segnalazione dell’Authority per le Comunicazioni al Governo in tema di liberalizzazioni e crescita: un’agenda digitale per l’Italia ed il documento programmatico contenente le linee di azione del MIUR, presentato dal Ministro Profumo alla Camera. Vediamo perché.

Riguardo al primo, innanzitutto, si riconosce per la prima volta l’esigenza di disporre di un’agenda digitale. In secondo luogo, si riconosce ad essa la caratteristica di “strumento olistico di politica industriale che permette alle istituzioni di prevedere una serie di azioni coordinate per far crescere l’economia digitale”. Un bel passo avanti. Inoltre, si sottolinea la necessità di avere nel Ministro dello Sviluppo Economico il responsabile del coordinamento degli interventi di implementazione dell’agenda. Tra gli interventi proposti:

a)      Il miglioramento dell’alfabetizzazione digitale (analfabeti digitali pari al 40% circa contro una media UE del 20%, secondo Eurostat) attraverso l’incremento dell’insegnamento dell’informatica a tutti i livelli (anche attraverso trasmissioni televisive, anche sui docenti);

b)      La promozione delle transazioni on line: accesso ai servizi digitali, uso di tecnologie cloud per i servizi della PA. Carta di identità elettronica e cartella clinica elettronica, open data, eliminazione oneri per transazioni elettroniche, fornitura elettronica di dati e visura dei catasti;

c)      La promozione della moneta elettronica ed e-commerce: tramite lettori NFC anche presso gli uffici postali ed i servizi locali, riduzione IVA, posta elettronica certificata, semplificazione normativa per l’ecommerce;

d)      La realizzazione delle reti di nuova generazione (NGN) – vedasi precedente nota;

e)      La gestione dello spettro radio  per liberare frequenze oggi televisive a vantaggio della banda ultra larga;

f)       Il favorire la circolazione dei contenuti digitali ed un ambiente più concorrenziale nell’accesso alle risorse per i media;

g)      Un uso sociale della tecnologia, in particolare per il telelavoro, anche dei pubblici dipendenti, regolamentato dai contratti di lavoro, per il teleconsulto dei medici di base, il traffico intelligente ed il consumo elettrico intelligente (smart city e smart grid).

Le linee di azione del MIUR, rivolte a Ricerca, Università ed istruzione, contengono alcuni spunti nuovi:

a)      Nella sezione ricerca, stanziamenti complessivi per 6 miliardi di euro, alcuni dei quali destinati ad incentivi al Venture Capital per spin off di ricerca, a distretti tecnologici, fondi high tech e poli di eccellenza. (L’auspicio è che si possano trovare anche metriche per valutare obiettivi ed efficacia delle azioni). All’interno della sessione è contenuto il “progetto strategico per il Paese” denominato “Smart City”: tecnologie pulite, infrastrutture intelligenti per la mobilità, realizzazione di modelli urbani e di abitazioni più sostenibili, una sanità più efficiente, un welfare equo e tecnologico per la società che invecchia. Piattaforma progettuale per risolvere problemi urbani e metropolitani, con nuove regole di relazione tra pubblico e privato, con nuovi strumenti finanziari, procedure di procurement, azioni di semplificazione e trasparenza

b)      Nella sezione Università, si indicano alcune azioni importanti (con fondi per quasi 13 miliardi): Ringiovanimento delle università e revisione sistema di reclutamento, Riforma dei dottorati di ricerca, Valutazione ed accreditamento degli atenei e dei corsi, diritto allo studio e revisione del sistema di finanziamento delle università.

c)      Nella sezione Istruzione, infine, tra le azioni segnalate, evidenziamo: lo sviluppo professionale dei docenti, lo sviluppo del sistema nazionale di valutazione della qualità del sistema, integrazione tra sistemi di istruzione, formazione e lavoro, promozione del merito e dell’eccellenza, edilizia scolastica (e risparmio energetico), innovazione digitale. Quest’ultima, a sua volte, si articola in:

  • Lavagna interattiva multimediale in classe
  • cl@sse 2.0: nuovi ambienti di apprendimento nella quotidianità scolastica;
  • azione editoria digitale scolastica con contenuti digitali immersivi e simulativi per lo studio individuale e della classe
  • azione scuol@ 2.0: coinvolgimento di un intero istituto scolastico per la trasformazione radicale di alcune dimensioni tradizionali del fare scuola.

Il nostro auspicio è non solo che molte delle azioni rientrino nei diversi interventi legislativi e di governo che si faranno a sostegno della concorrenza ma che possano tradursi in vere azioni di sistema e non essere limitate a mere sperimentazione di breve respiro.

Il Paese ha bisogno non solo di sogni ma anche di una loro seppur parziale realizzazione per rendere meno dura ed amara la realtà.

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